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Cinquanta sfumature di...Blu: lo Smaltino

Recentemente vi abbiamo parlato del vetro e della maestria dei Romani nel creare oggetti dal raffinato effetto dicroico, grazie all’aggiunta di nanoparticelle cromofore, come è accaduto nel caso della coppa di Licurgo.

Riprendendo il discorso, il vetro è un materiale molto versatile e nella storia tecnologica dell’uomo è stato (ed è ancora oggi) utilizzato per gli scopi più disparati. Neanche la pittura è stata risparmiata dall’uso del vetro: nonostante non ci furono sostanziali novità sulla tavolozza dei pittori durante il Rinascimento, fu solamente uno il nuovo protagonista dell’arte.

Stiamo parlando dello smaltino, anche conosciuto come blu cobalto: un pigmento a base di vetro silico-potassico di colore blu dovuto al cromoforo metallico, il cobalto per l’appunto. Nonostante il vetro colorato sia documentato fin dai tempi dei Babilonesi, non è mai stato riscontrato il suo utilizzato come pigmento se non a partire dal Rinascimento.

Fino a quel momento, il blu più ambito dai pittori era l’Oltremare, ovvero un pigmento con una tonalità straordinariamente intensa, ma molto costoso. Dunque, riuscire a trovare un altro pigmento blu di un’intensità paragonabile all’Oltremare, ma ad un costo nettamente inferiore, sembrò una grande svolta per molti artisti. Lo smaltino fu molto amato dai pittori veneziani, come Bellini o Tiziano, grazie anche all’esperienza tutta Veneziana nella produzione del vetro, la quale rendeva lo smaltino facilmente disponibile sulla tavolozza degli artisti.

Diamo un’occhiata alla chimica e alle problematiche dello smaltino per capire perché è interessante parlare e studiare questo pigmento. L’intenso colore blu, come abbiamo accennato, è dato dal cobalto: esso può essere aggiunto in quantità bassissime (dell’ordine dei ppm) alla polvere di vetro, poiché il cobalto ha un elevato potere cromoforo. Strutturalmente lo smaltino è simile al blu egizio, con la differenza che è lo ione cobalto a trovarsi isolato in un reticolo siliceo – mentre nel blu egizio è il rame -.

In alcune opere pittoriche si è notato che lo smaltino causava l’ingiallimento dell’olio, formando craquelure, virando ad un colore brunastro o grigiastro e perdendo, dunque, il suo caratteristico colore blu intenso, oltre a compromette ovviamente il messaggio dell’opera.

La causa di tale degrado fu dapprima individuata nella presenza di potassio nella struttura dello smaltino, essendo questo a base di vetro. Infatti, è ben noto in chimica che il potassio determina la formazione di un ambiente alcalino sulla superficie su cui è steso. La lisciviazione del potassio sembrò quindi essere una possibile causa, considerando che il legante favorisce la migrazione degli ioni K+. Altri processi suggeriti furono la reazione del potassio con acidi carbossilici presenti dell’olio, con la conseguente formazione di sali di potassio.

Recentemente, è stata proposta anche un’altra ipotesi, individuando il cobalto come il colpevole del degrado del pigmento. Uno studio del CNR, infatti, ha osservato che il cambiamento della struttura del metallo causerebbe il viraggio del colore sull’opera policroma. Il cobalto “sano” è circondato da quattro atomi di ossigeno, organizzati secondo una forma tetraedrica; il cobalto “malato”, invece, è circondato da sei atomi di ossigeno, impacchettati a forma di ottaedro. Secondo i ricercatori, che hanno basato le loro assunzioni su calcoli teorici, il cobalto tetraedrico è in grado di assorbire nella banda del rosso – quindi dando un colore blu – mentre il cobalto ottaedrico assorbe nel blu, dando una colorazione rosa. L’esistenza di queste due strutture causa una competizione, la cui risultante è una colorazione grigiastra.

Non è difficile comprendere che il degrado dello smaltino sia una problematica importante per tutte le opere policrome in cui esso è stato impiegato. Uno studio del National Gallery tratta circa l’alterazione del pigmento su “La conversione di Maddalena” di Pedro Campana. In questo caso, lo smaltino ha perso completamente il suo originale colore blu, apparendo ora giallo anche a causa del viraggio del medium. Persino in sezione sottile non vi è più alcuna traccia del blu, segnalando una completa alterazione del pigmento stesso.

In termini di diagnostica e ricerca, c’è ancora molto da scoprire sullo smaltino: speriamo che questa breve panoramica vi abbia incuriosito e vi spinga ad approfondire caratteristiche e problematiche di questo affascinante pigmento!

Francesca

Commenti

  1. Grazie mille, veramente un ottimo articolo! Posso fare una domanda un po' tecnica?
    E' possibile riconoscere a occhio - cioè senza compiere analisi chimiche - la presenza dello smaltino in un dipinto parietale ad affresco o con pittura a calce? Ad esempio per l'azzurro della Magna questo è possibile, perché l'azzurrite tende a degradarsi diventando verde, e quindi capita spesso di trovare alterazioni cromatiche verdi negli affreschi con campiture di azzurrite. Mi sembra di aver letto al riguardo un saggio del CNR dove si sosteneva che lo smaltino negli affreschi tende a degradarsi perdendo tono, cioè diventando grigio-azzurro: mi potete confermare questa cosa?
    Altra domanda: lo smaltino poteva essere applicato ad affresco con le stesse modalità ad esempio dell'ocra o della sinopia, oppure richiedeva un'applicazione a secco come l'azzurrite o l'azzurro della Magna?
    Sono una studiosa di intonaci decorati e per me queste informazioni sono assai preziose.
    Grazie.

    Arch. Elena Matteuzzi - Il Capochiave

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    1. Gentile Elena,
      grazie mille per l'interesse. Ad occhio è sempre complicato identificare i pigmenti, sebbene come hai giustamente detto, esso subisce un degrado che può aiutare nell'identificazione. Qui puoi trovare il link allo studio del CNR https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/5391/l-arte-dal-blu-al-grigio. Generalmente, lo smaltino poteva essere applicato ad affresco, ma non ti saprei fare esempi in cui questo è stato certificato. Data la diversa chimica dello smaltino, rispetto all'azzurrite, esso non dovrebbe dare gli stessi problemi di alterazione che riguardano affresco e azzurrite. Spero di essere stata eusauriente, nel caso contrario mi scuso e non esitare a chiedere :)

      Francesca

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