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News from Diagnostic World: la curiosa orientazione delle chiese romaniche della Val d’Aran (Spagna)



Nel corso dei secoli, tutte le religioni hanno sentito il bisogno di costruire strutture architettoniche dedicate al culto dei propri Dei e della propria fede: le chiese, le sinagoghe, le moschee, i mitrei e i templi, sono centri di aggregazione sociale importante per le popolazioni che li hanno costruiti, sono edifici destinati nel tempo ad arricchirsi di storia, arte e cultura. Per questo motivo, la loro costruzione non può certo essere lasciata al caso e spesso sono proprio i testi sacri a suggerire regole e norme per la realizzazione di questi spazi. Tali dettami, tuttavia, si sono modificati nel corso dei secoli e potevano spesso variare da regione a regione.



Il lavoro “Orientation of the romanesque churches in the region of Val d’Aran, Spain (11th–13th centuries)” di J. Lluis i Ginovart et al. (la cui realizzazione ha visto impegnati membri del Departament d’Arquitectura, Universitat Internacional de Catalunya e dell’Universitat Rovira i Virgili, Tarragona) ha come scopo proprio quello di studiare l’orientazione delle chiese romaniche della Val d’Aran, nel nord della Spagna, sui Pirenei, per capire se effettivamente la costruzione delle chiese locali del XI-XIII sec. seguisse le regole delle liturgie in vigore all’epoca o meno.
La tecnica utilizzata per l’acquisizione dei dati, durante l’indagine topografica, è stata la TLS (Terrestrial Laser Scanning), che ha permesso di realizzare misurazioni non invasive e senza contatto alcuno con le strutture in studio. A seguire, poi, un’elaborazione dei dati, con un software dedicato, ha permesso di ottenere oggetti 3D, da poter manipolare al computer.
Dopo aver definito i criteri di orientazione, uguali per tutti gli edifici analizzati, e aver deciso il piano di misura geometrica da tenere in considerazione, sono stati valutati i risultati ottenuti, seguendo però i criteri dei metodi conosciuti a quei tempi per la disposizione degli edifici nello spazio: metodi che, quindi, potrebbero plausibilmente essere stati utilizzati per orientare in maniera adeguata le piante delle chiese (tra i tanti, citiamo gli studi contenuti nel De Architectura di Vitruvio Pollione).

L’insieme di tutti questi dati e il loro confronto ha permesso di capire quale fosse stato il criterio di disposizione di ogni edificio nello spazio (calcolando anche il relativo margine di errore legato agli strumenti a disposizione in antichità, ai calcoli e alle strumentazioni moderne e, in aggiunta, al passaggio dal calendario giuliano al calendario gregoriano nel 1582). Il gruppo di ricerca ha quindi concluso che molte chiese furono costruite secondo l’orientazione dell’equinozio di primavera, altre seguendo il corso del sole nel giorno del Santo a cui furono dedicate, altre ancora, invece, potrebbero essere associate all’orientazione estiva o invernale.
A cosa si deve questa differenza? Probabilmente all’influenza, nei secoli, di liturgie differenti oppure alla più o meno consapevolezza (e grado di istruzione) degli ecclesiastici e dei laici a capo dei lavori di costruzione degli edifici sacri.


Bibliografia:
- Orientation of the Romanesque churches in the region of Val d’Aran, Spain (11th–13th centuries) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/arcm.12396

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