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News from diagnostic world: Tecniche non distruttive per l’indagine di una tecnica decorativa giapponese.


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Quella che vedete nell’immagine a sinistra è una porcellana policroma smaltata Mukozuke (piatto da portata da utilizzare nella cerimonia del tè), riportante l’iscrizione “Kan’ei Nen Sei” che ne identifica il periodo di produzione: Kan'ei (1624-1644). 

Nella tecnica decorativa overglaze enameling, utilizzata il più delle volte per la porcellana, alcuni colori
sono applicati sulla superficie già smaltata; sebbene sia noto l’iter di produzione, è ancora dibattuta la storia della tecnica decorativa e di come questa sia stata introdotta in Giappone. Alcuni studiosi hanno ipotizzato la provenienza dalla Cina, ma i primi smalti sviluppati ad Arita (il centro della produzione di porcellane in Giappone) includevano un blu smaltato non coerente con la tavolozza cinese del periodo. Un'altra possibile origine della tecnica è stata identificata nelle prime opere di Kyoto, ma anche in questo caso vi sono differenze significative con quelle di Arita.
A causa di questa incertezza, per cercare di far chiarezza, gli autori di questa ricerca hanno indagato la composizione elementare e molecolare dei materiali decorativi del piatto, focalizzandosi sullo smalto giallo e sul pigmento blu sotto lo smalto, in quanto avrebbero potuto fornire informazioni sul laboratorio di produzione e area geografica di origine. 
Sono state utilizzate esclusivamente tecniche non invasive e non distruttive: 
• fluorescenza a raggi X a dispersione di energia (ED-XRF
• spettroscopia Raman (di cui abbiamo parlato qui

I risultati ottenuti hanno dimostrato che il Giallo Napoli (antimoniato basico di piombo - Pb3(SbO4)2), presente nel piatto Mukozuke, è stato usato per la prima volta come agente colorante per le porcellane smaltate di giallo quando i missionari gesuiti giunsero per la prima volta in Giappone e poi in Cina. Lo scambio tecnologico con i vasai giapponesi avvenne nei primi anni della produzione di porcellane ad Arita e la tecnologia decorativa del piatto era la stessa di quella italiana utilizzata nel tardo Rinascimento per la decorazione delle maioliche policrome. L’oggetto sarebbe stato contrassegnato e licenziato a Jingdezhen (considerata da oltre un millennio la “capitale della porcellana cinese”) per ordine giapponese e decorato ad Arita grazie all’ausilio dei missionari gesuiti che insegnarono la tecnologia europea presso il Seminario dei Gesuiti dal tardo XVI secolo. 

L’importanza di questo lavoro risiede nell’approccio analitico non distruttivo che ha dimostrato (ulteriormente) la possibilità di analizzare opere d'arte estremamente preziose, che non possono essere campionate, per poter risolvere problemi di autenticità, datazione e provenienza. 

Emanuele 

Bibliografia 
R. Montanari, M.F. Alberghina, A. Casanova Municchia, E. Massa, A. Pelagotti, C. Pelosi, S. Schiavone, A. Sodo (2018) A polychrome Mukozuke (1624–1644) porcelain offers a new hypothesis on the introduction of European enameling technology in Japan. Journal of Cultural Heritage, In Press. https://doi.org/10.1016/j.culher.2017.12.010

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