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News from diagnostic world: Rivelata l'identità di Argil, l'uomo di Ceprano

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Era la domenica mattina del 13 marzo 1994 quando l’archeologo Italo Biddittu individuò, intrappolato in un grigio strato di argilla portato alla luce dai lavori per la nuova strada di collegamento tra le cittadine di Ceprano e Pofi (FR), ciò che rimaneva del cranio di una specie arcaica del genere Homo. Si trattava di Argil, più noto come “l’uomo di Ceprano”.
L’incompletezza del reperto, ricostruito sulla base di oltre 50 frammenti, e la deformazione dello stesso dovuta al peso dei sedimenti in cui si sarebbe poi fossilizzato, hanno reso per anni incerta l’attribuzione tassonomica di questo importante fossile umano. Incertezza accresciuta da un’iniziale errata datazione a 800-900 mila anni dal presente, facendolo apparire come il reperto umano fossile più antico d’Europa conosciuto fino a quel momento. Così Argil venne prima attribuito ad una tarda forma di Homo erectus, ad un rappresentante di Homo antecessor , fino ad essere proposto come olotipo (cioè l’esemplare di riferimento) di una nuova specie, chiamata appunto Homo cepranensis
Una nuova datazione del reperto, compresa in un intervallo tra 430 e 385 mila anni dal presente, venne proposta nel 2010 da Manzi e collaboratori. Questa, ora insieme al restauro digitale Di Vincenzo e collaboratori, permettono oggi, a 23 anni dalla scoperta, di fare nuova luce sulla possibile identità di Argil. Grazie al rilevamento 3D del calvario e di numerosi altri piccoli frammenti per mezzo dalla microtomografia a raggi X (µCT), è stato possibile rimuovere digitalmente il gesso (identificato in due tipologie) utilizzato nei precedenti restauri. In questo modo, è stato possibile ricollocare i vari frammenti nella loro corretta posizione anatomica operando in condizioni di realtà virtuale, senza quindi mai toccare fisicamente il reperto originale e garantendone così in ogni momento l’integrità. Una volta realizzato il restauro digitale, gli autori hanno indagato la deformazione a cui il calvario è stato sottoposto nelle prime fasi della diagenesi (ovvero il processo di trasformazione dell’osso durante la fossilizzazione), ad opera del peso dei sedimenti in cui era incluso. La comprensione completa del fenomento, indagato attraverso una simulazione digitale simile a quella che si usa nell’industria per testare la resistenza allo stress meccanico di vari componenti, ha permesso la successiva applicazione di un algoritmo di retrodeformazione, un procedimento capace di restituire al cranio la sua forma originaria. Il nuovo restauro digitale del calvario permette di riconsiderarne la tassonomia. L’uomo di Ceprano ha numerose caratteristiche morfologiche riferite alla specie Homo heidelbergensis, conosciuta per i reperti fossili distribuiti nel Pleistocene Medio (tra 600 e 300 mila anni fa) in Africa e in Eurasia, e considerata dagli esperti come la specie ancestrale a H. neanderthaliensis, H. sapiens e agli, ancora forse poco conosciuti, uomini di Denisova
L’articolo ha un evidente impatto nella comunità scientifica, soprattutto in ambito antropologico. Non da meno, visto in prospettiva, lo stesso mostra come un restauro di un bene artistico, archeologico o paleontologico può portare ad una errata interpretazione del suo messaggio intrinseco se le metodologie utilizzate, nel caso specifico l’uso estensivo di gesso, non sono reversibili e diventano loro volta causa di danneggiamento. Le tecniche di imaging e di restauro digitale, data la loro non distruttività, permetto di superare queste problematiche e ricoprono oggi un ruolo fondamentale nella diagnostica, conservazione e divulgazione di ogni bene di interesse artistico, archeologico o scientifico, garantendo non di meno l’eventuale totale reversibilità dell’intervento in futuro. 
Spesso non ci rendiamo conto di quanto la cultura ci circondi nella nostra quotidianità. Siamo soliti pensare che sia necessario fare un salto in un museo, assistere a un concerto di musica classica o prenotare un viaggio per una capitale europea per poterne beneficiare. Eppure basterebbe concedersi una buona camminata, e immaginare chi ha percorso lo stesso luogo prima di noi, migliaia e migliaia di anni fa...


A sinistra, il cranio di Argil dopo essere stato restaurato e retrodeformato; dal giallo a rosso le zone che sono state spinte verso l'interno rispetto all’originale e, viceversa, dal verde al blu quelle che sono state spinte verso fuori. A destra, un disegno dell’artista scientifico Carlo Ranzi realizzato circa dieci anni prima dalla scoperta di Argil sembra anticiparne la morfologia.

Di seguito si rimanda alla vasta bibliografia su Argil, tra cui l'articolo appena discusso, scaricabile da Scientific Reports:
  • Ascenzi, A., Biddittu, I., Cassoli, P.F., Segre, A.G. and Segre-Naldini, E., 1996. A calvarium of lateHomo erectusfrom Ceprano, Italy. Journal of Human Evolution, 31(5), pp.409-423. 
  • Clarke, R.J., 2000. A corrected reconstruction and interpretation of the Homo erectus calvaria from Ceprano, Italy. Journal of human evolution, 39(4), pp.433-442. 
  • Bruner, E. and Manzi, G., 2005. CT‐based description and phyletic evaluation of the archaic human calvarium from Ceprano, Italy. The Anatomical Record, 285(1), pp.643-657. 
  • Bruner, E. and Manzi, G., 2007. Landmark‐based shape analysis of the archaic Homo calvarium from Ceprano (Italy). American Journal of Physical Anthropology, 132(3), pp.355-366 
  • Di Vincenzo, F., Profico, A., Bernardini, F., Cerroni, V., Dreossi, D., Schlager, S., Zaio, P., Benazzi, S., Biddittu, I., Rubini, M. and Tuniz, C., 2017. Digital reconstruction of the Ceprano calvarium (Italy), and implications for its interpretation. Scientific Reports, 7(1), p.13974. 
  • Mallegni, F., Carnieri, E., Bisconti, M., Tartarelli, G., Ricci, S., Biddittu, I. and Segre, A., 2003. Homo cepranensis sp. nov. and the evolution of African-European Middle Pleistocene hominids. Comptes Rendus Palevol, 2(2), pp.153-159. 
  • Manzi, G., Mallegni, F. and Ascenzi, A., 2001. A cranium for the earliest Europeans: phylogenetic position of the hominid from Ceprano, Italy. Proceedings of the National Academy of Sciences, 98(17), pp.10011-10016. 
  • Manzi, G., Magri, D., Milli, S., Palombo, M.R., Margari, V., Celiberti, V., Barbieri, M., Barbieri, M., Melis, R.T., Rubini, M. and Ruffo, M., 2010. The new chronology of the Ceprano calvarium (Italy). Journal of human evolution, 59(5), pp.580-585. 
  • Manzi, G., 2016. Humans of the Middle Pleistocene: The controversial calvarium from Ceprano (Italy) and its significance for the origin and variability of Homo heidelbergensis. Quaternary International, 411, pp.254-261. 
  • Mounier, A., Condemi, S. and Manzi, G., 2011. The stem species of our species: a place for the archaic human cranium from Ceprano, Italy. PloS one, 6(4), p.e18821. 
  • Muttoni, G., Scardia, G., Kent, D.V., Swisher, C.C. and Manzi, G., 2009. Pleistocene magnetochronology of early hominin sites at Ceprano and Fontana Ranuccio, Italy. Earth and Planetary Science Letters, 286(1), pp.255-268. 
  • Nomade, S., Muttoni, G., Guillou, H., Robin, E. and Scardia, G., 2011. First 40 Ar/39 Ar age of the Ceprano man (central Italy). Quaternary Geochronology, 6(5), pp.453-457. 
  • Segre, A. and Mallegni, F., 2012. On the environment and age of Homo cepranensis. Rivista di scienze preistoriche, 62(62), pp.5-7. 
I più interessati non solo all’Uomo di Ceprano ma in generale alla storia dell’evoluzione umana, potrebbero trovare utile “Ultime notizie sull’evoluzione umana” e “Il grande racconto dell’evoluzione umana” di Giorgio Manzi, entrambi editi da Il Mulino.

Sil



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