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L'Archeologia Giudiziaria


“Natività con i santi Lorenzo e Francesco D’Assisi”, Caravaggio, 1600, olio su tela. 

L’opera è stata trafugata dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo nella notte fra il 17 e 18 ottobre 1969 e tuttora la sua locazione risulta ignota. È fra i dieci capolavori più ricercati dalle Forze dell’Ordine mondiali e il suo valore di mercato, che
continua a crescere di anno in anno, attualmente si aggira attorno ai 30 milioni di euro. 
Si suppone che in realtà l'opera non abbia mai lasciato l’Italia e che sia “nascosta” nella casa di qualche importante boss mafioso.

Con la locuzione “Archeologia Giudiziaria” si individua un settore che, avvalendosi di discipline archeologiche, scientifiche e giuridiche, studia e analizza le strategie e il modus operandi dei gruppi criminali che, attraverso furti, saccheggi e traffici illeciti internazionali e non, mette in pericolo e mina il Patrimonio Culturale.

Fino a qualche anno fa, cercando su internet la locuzione “Archeologia Giudiziaria”, molteplici e disparati erano i significati e le accezioni riguardanti questa branca, spesso anche adoperate in modo improprio.
Principalmente in Italia (ma non solo), suddetta terminologia veniva utilizzata in ambito giornalistico per indicare i casi giuridicamente datati, definendoli “l’archeologia della giustizia”; questa accezione venne ripresa anche da Ferdinando Imposimato nel suo libro: recentemente scampato al fallito attentato dell’Addaura, Giovanni Falcone si confronta con Imposimato, dichiarando che nei salotti palermitani veniva considerato un matto che perdeva il suo tempo ad infilarsi in vecchie storie e a “fare archeologia giudiziaria”.
Lo stesso problema semantico si verificava anche a livello internazionale, in quanto si tendeva a confondere questo settore con l’archeologia forense, che invece si focalizza sull'analisi di una scena del crimine.

Ma ora parliamo dell’Archeologia Giudiziaria: il suo scopo è quello di combattere i crimini svolti nei confronti del Patrimonio Culturale sfruttando figure professionali diverse che, insieme, possano attuare attività di indagine, prevenzione e repressione degli atti vandalici e dei crimini contro i Beni Culturali. A farsi portavoce di questa esigenza sociale e culturale è il Centro per gli Studi Criminologici, Giuridici e Sociologici di Viterbo, che propone un Master in “Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale”, ora giunto alla sua III edizione.
Il Master, in collaborazione con L’Osservatorio Internazionale Archeomafie e patrocinato dall’Associazione Nazionale Archeologi e dalla Fondazione Caffeina Cultura, permette alle diverse professionalità strettamente legate all’ambito culturale (archeologi, diagnosti, restauratori) e non solo (avvocati, giuristi, architetti, ecc.) di confrontarsi con degli aspetti del mondo dei Beni Culturali che nei vari corsi di studio non sono mai stati trattati o approfonditi, come ad esempio le Archeomafie.
Difatti, con suddetta terminologia si individuano tutte quelle associazioni per delinquere principalmente di stampo mafioso che gestiscono il traffico illecito internazionale di beni culturali, dallo scavo clandestino fino al mercato nero. È infatti risaputo che, fra i traffici illeciti mafiosi, l’arte si colloca al terzo posto in classifica, preceduta solamente da droga e armi; rappresenta, inoltre, il quarto mercato maggiormente redditizio del crimine internazionale.

Attraverso la conoscenza di questi aspetti e tematiche (che da troppo tempo minano la nostra penisola e il suo Patrimonio), il Master forma e “responsabilizza” queste professionalità, incitandole a mettere al servizio della Giustizia le proprie competenze, coadiuvando le Forze dell’Ordine.
Inoltre, il Master permette al professionista di acquisire competenze per redigere expertise su beni culturali, perizie su opere d’arte e molto altro, al fine di formare un vero e proprio esperto del settore, in grado di collaborare in indagini giudiziarie, perizie e nell’analisi delle scene del crimine.

Se siete rimasti affascinati da questo interessantissimo settore, vi consiglio di leggere “Archeomafie”, la prima rivista in Italia che tratta dei crimini contro il Patrimonio Culturale, ora disponibile gratuitamente sulla piattaforma Academia.edu:
https://www.academia.edu/people/search?utf8=%E2%9C%93&q=archeomafie
Inoltre, sono aperte le iscrizioni alla IV edizione del Master in “Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Archeologico”: http://www.criminologi.com/web/news.asp?id=1364&ic=ok

Sperando di avervi incuriosito e fatto appassionare a questo mondo, vi saluto e aspetto al prossimo articolo!

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